mercoledì 14 luglio 2010

Norvegia - giorno 1

Oggi si e' avverato un sogno. Per la prima volta nella mia vita ho messo piede in Norvegia. E ci restero' per altri venti giorni.

Sbroda di caffè...
Oggi io e Iara abbiamo attraversato la Norvegia meridionale, lambendo in parte il Telemark. Abbiamo visto dei paesaggi da favola e non solo per la bellezza, ma perche' ricordano realmente le descrizioni della Terra di Mezzo di Tolkien. Abbiamo visto fiumi laghi cascate case di legno rosse con le imposte bianche, nere con le imposte rosse, color petrolio oppure semplicemente color legno ma con il tetto costituito da zolle di terra: case di hobbit!
Case con tetto di torba

Ora vi scrivo mentre sono in tenda al groven camping di Amot...miracoli del wifi. Sono le 22.11 e la notte non ha la minima intenzione di scendere.

Heddal Stavkirke

giovedì 13 maggio 2010

Robin Hood

State già immaginando la vita di Robin Hood nella foresta di Sherwood, vero? La vita di un fuorilegge che ruba ai ricchi per dare ai poveri! Beh, nel film di Ridley Scott non c'è nulla di tutto questo, perchè si tratta di un prequel. Il film narra le vicende di Robin Longstride, di ritorno dalle crociate al seguito del re inglese Riccardo Cuor di Leone. In seguito ad alcuni avvenimenti, che non voglio svelarvi per non rovinarvi troppo il film, Robin si ritrova a Nottingham a fianco di Lady Marian di Loxley per combattere un tentativo di invasione francese dell'Inghilterra. Il film in sostanza spiega tutti i fatti che hanno portato Robin Hood a scegliere (ma aveva alternative?) la vita del fuorilegge. Nel film tuttavia già compaiono quei personaggi leggendari che spalleggiano Robin nelle sue ruberie, come il gigante Little John ed il rubicondo e beone frate Tuck.
Il film è fantastico nelle sue ambientazioni, ricostruite quasi alla perfezione. Ci sono battaglie, inseguimenti, scene comiche e d'amore e gli immancabili discorsi che risvegliano il coraggio e l'amore per la libertà...insomma tutto quello che ci si può aspettare da un film di Ridley Scott. Gli attori sono bravissimi, ma d'altra parte abbiamo di fronte Russel Crowe, Cate Blanchett (perfetta nel ruolo di Lady Marian), William Hurt ed uno strepitoso Max von Sydow. Insomma se vi piace il genere cappa e spada con ambientazione medievale (che io adoro) allora Robin Hood è il film che fa per voi.

lunedì 10 maggio 2010

Campioni

Finalmente campioni. Dopo tre anni di indiscusso dominio del Manchester Utd è arrivato il momento della rivalsa. Ed il Chelsea lo ha fatto nel migliore dei modi, grazie a King Carlo Ancelotti, al debutto sulla panchina dei Blues e destinato a sostituire Mourinho nel cuore dei tifosi. La vittoria finale è giunta nell'ultima giornata grazie ad un roboante 8-0 nei confronti del Wigan. Il Chelsea si è classificato primo con un solo punto di vantaggio nei confronti dei Red Devils, ma con ben 103 gol segnati in campionato, record di sempre della Premiere League. Didier Drogba ha concluso la stagione in testa alla classifica capocannonieri, con ben 29 reti, 3 in più di Rooney. Nella stessa classifica troviamo anche Lampard al quinto posto con 22 reti...impressionante considerando che è un centrocampista! Il successo è sicuramente maturato negli scontri diretti contro Manchester, Arsenal e Liverpool: sei incontri e sei vittorie.
La giornata di ieri è stata emozionante. Basta una vittoria per essere campioni e già al 6. minuto Anelka mette al sicuro il risultato. Poi il rigore concesso a Lampard. E' lo stesso Lampard che realizza dal dischetto nonostante Drogba abbia bisogna di almeno un gol per battere Roneey nella classifica dei cannonieri. Poi arriva il gol di Kalou ed un altro di Anelka...a questo punto la squadra si impegna al massimo per dare la palla all'ivoriano...che alla fine realizza su una splendida azione...cross al centro e rovesciata fantastica di Drogba...parata, ma su respinta interviene di nuovo Lampard che rimette sul secondo palo per l'incornata vincente di Drogba. A quel punto l'attaccante si sblocca realizzando altre due reti. Ciliegina sulla torta il gol di Ashley Cole, autore di una stagione fantastica. Nel corso della partita da sottolineare il coro indirizzato a Carlo Ancelotti. Nella stagione non gli era stata tributata nessuna canzone dalla tifoseria. Lo avrebbero fatto nel momento in cui Ancelotti fosse entrato nei loro cuori, questa è la tradizione, e così è stato. Un grazie a Roman Abramovich per essere riuscito a costruire una squadra vincente.
Sabato prossimo ci sarà la finale di FA Cup contro il Portsmouth, ultimo in classifica. Se vittoria sarà allora Ancelotti realizzerà il primo "double" nella storia del club.

venerdì 19 marzo 2010

Randy, quanto ci manchi!

Il 19 marzo 1982 Randy Rhoads ci lasciava. A soli 25 anni uno dei più grandi chitarristi di sempre trovava la morte in un beffardo incidente aereo. Randy era con Ozzy Osbourne, durante il "Diary of a Madman tour". Il gruppo si era fermato con il bus a Leesburg, in Florida, accanto ad una pista aerea. Andrew Aycock, autista del bus, decise di fare un giro con un Beechcraft Bonanza F35 del 1955, senza alcun permesso, nonostante fosse in possesso di una licenza di guida per aerei (scaduta, come si accerterà in seguito). Dopo un paio di giri, Aycock atterrò e caricò la parrucchiera Rachel Youngblood e Randy Rhoads. Decise di passare proprio sopra il bus, nel tentativo di svegliare gli altri col rombo del motore. Al quarto passaggio l'ala del velivolo colpì il bus. L'aereo andò a schiantarsi contro il garage di una vicina abitazione esplodendo nell'impatto. Tutti e tre i passeggeri persero la vita nell'incidente. Gli esami accertarono che Aycock aveva assunto cocaina.
Se ne andava così uno dei chitarristi più promettenti della scena heavy internazionale. Chissà cosa ci avrebbe potuto regalare ancora, dopo album come "Blizzard of Ozz" e "Diary of a Madman". A 28 anni di distanza dalla sua scomparsa, canzoni come Crazy Train, Revelation (Mother Earth), Dee restano ancora impresse nella mia memoria con sorprendente lucidità, ma mai come l'assolo folgorante di Mr. Crowley!

"Randy è stato il mio migliore amico, nonché il miglior musicista con il quale abbia mai lavorato"
(Ozzy Osbourne)

lunedì 15 marzo 2010

The hurt locker

Ecco la sorpresa del 2010. Il film che ha trionfato agli oscar, battendo inaspettatamente il kolossal Avatar. Se pur si tratta di sorpresa non si tratta però di novità, visto che il film è uscito nelle sale cinematografiche italiane già nel 2008, riscuotendo scarso successo di pubblico.
Il film tratta le vicende di un gruppo di artificieri chiamati a disinnescare bombe in Iraq: il sergente Will James (a mio avviso interpretato da un ottimo Jeremy Renner), il sergente Sanborn ed il soldato Eldridge. Della squadra il sergente James, che è poi l'artificiere vero e proprio, è sicuramente il più sicuro di sè e dei suoi mezzi, affrontando il pericolo con strafottenza, al limite del suicidio, e per questo mettendo in pericolo i suoi compagni, che svolgono il lavoro di copertura. Si può ben immaginare come il filo conduttore della pellicola sia la tensione. Tensione nel vedere l'artificiere in prima persona "giocare" quasi con le bombe preparate dal nemico, la tensione dei militari di copertura che devono tenere d'occhio l'ambiente circostante, facendo attenzione che non ci sia un cecchino o, peggio ancora, l'attentatore pronto a far saltare la bomba a distanza. Ed in questo è sicuramente maestra Kathryn Bigelow, che a mio avviso il suo capolavoro lo ha già girato nel 1991: Point Break.
Il film ha vinto ben 6 statuette: ci può stare il premio per la miglior regia, il miglior sonoro, montaggio sonoro, sceneggiatura etc...ma il premio per il miglior film credo sia immeritato. Se il film, anziché in Iraq, fosse stato girao, che so, in Bosnia, avrebbe vinto lo stesso?
Per il resto volevo solo dire che mi vengono in mente due somiglianze: la storia del sergente James ricalca quella del protagonista di The Wrestler, vale a dire un uomo che sa fare una sola cosa nella vita, ma la sa fare bene. Qualsiasi altro stile di vita non gli si adatta, ed è per questo che continuerà la missione in Iraq, rinunciando ad una vita fatta di comodità con la propria famiglia.
La seconda somiglianza riguarda sia la trama sia lo stile delle riprese (in particolare le inquadrature della squadra che entra negli edifici o si aggira per le vie della città, oppure l'episodio dei cecchini). Insomma, mentre guardavo il film mi sembrava di giocare a Call of Duty, un fantastico videogioco che ti proietta nel mondo della seconda guerra mondiale a caccia di nazisti.