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giovedì 19 novembre 2009

La furia vichinga in concerto


Amon Amarth, ovvero cinque vichinghi grossi e cattivi, hanno suonato ieri sera all'Alpheus di Roma. Aspettavo con ansia questo momento, benchè sia un fan recente del gruppo. La metal band svedese è infatti giunta al suo settimo album, che è poi l'unico che abbia mai ascoltato...eppure mi ha folgorato! E pensare che ho cominciato ad ascoltarli soltanto perchè attirato dal loro merchandise, quelle belle magliette con i caratteri runici, simboli celtici, il martello di Thor, i corni potori...così ho ascoltato Twilight of the thunder gods ed ho scoperto che è un album fantastico. All'inizio sono rimasto un pò sconcertato dalla voce di Johan Hegg, potente e gutturale, un classico del death metal, quel tipo di voce che più volte mi ha fatto pensare "ma come si fa a suonare una musica del genere, e come si fa ad ascoltarla...boh". Eppure i testi degli Amon Amarth non possono che essere espressi in quel modo, è come se fosse un guerriero vichingo a cantare.
Tornando al concerto non posso che essere soddisfatto della loro esibizione, nonostante la qualità del suono, soprattuto nelle prime 3-4 canzoni, non sia stata granchè. La setlist mi ha soddisfatto quasi completamente e devo dire che mi sono venuti i brividi quando hanno suonato Embrace of the endless ocean. Peccato che non abbia potuto ascoltare dal vivo un capolavoro come The hero (di cui vi propongo un video fatto con gli spezzoni del film Il 13. guerriero). Particolarmente divertenti le "coreografie" della band quando fanno headbang, roteando la testa e i capelli tutti quanti a tempo.
Per una recensione più completa e tecnica andate dal mio amico Graz

giovedì 20 agosto 2009

Berlino città multiforme

E' stata la mia prima volta, ed è stato bellissimo...
Non fraintendete, sto parlando di Berlino!
Ci sono stato un giorno e mezzo, ho visitato un centesimo di quello che poteva essere visitato, ma ho già capito che è una città fantastica. La cosa che più mi ha colpito è che viaggiando con i trasporti pubblici (che sono davvero ovunque) non si riesce minimamente a cogliere l'unità della città. Ogni volta scendevo sotto la metro e puntualmente risalivo in un luogo diverso dal precedente. Mi sembrava di riemergere in una città diversa ogni volta: Alexanderplatz, Potsdamer Platz, Wuhlheide, la Porta di Brandeburgo...
E' un enorme cantiere e questo la rende mutabile di giorno in giorno.

Il motivo per cui mi trovavo là il 15 di agosto? Pearl Jam.
Dopo l'Heineken di Venezia, con la famosa tromba d'aria che ha costretto gli organizzatori ad annullare il concerto a poche ore dalla loro esibizione, non potevo proprio perderli!
Vi garantisco che l'attesa è stata ripagata ampiamente...

Se volete qualche altra foto...c'è il mio spazio su Flickr