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giovedì 13 maggio 2010

Robin Hood

State già immaginando la vita di Robin Hood nella foresta di Sherwood, vero? La vita di un fuorilegge che ruba ai ricchi per dare ai poveri! Beh, nel film di Ridley Scott non c'è nulla di tutto questo, perchè si tratta di un prequel. Il film narra le vicende di Robin Longstride, di ritorno dalle crociate al seguito del re inglese Riccardo Cuor di Leone. In seguito ad alcuni avvenimenti, che non voglio svelarvi per non rovinarvi troppo il film, Robin si ritrova a Nottingham a fianco di Lady Marian di Loxley per combattere un tentativo di invasione francese dell'Inghilterra. Il film in sostanza spiega tutti i fatti che hanno portato Robin Hood a scegliere (ma aveva alternative?) la vita del fuorilegge. Nel film tuttavia già compaiono quei personaggi leggendari che spalleggiano Robin nelle sue ruberie, come il gigante Little John ed il rubicondo e beone frate Tuck.
Il film è fantastico nelle sue ambientazioni, ricostruite quasi alla perfezione. Ci sono battaglie, inseguimenti, scene comiche e d'amore e gli immancabili discorsi che risvegliano il coraggio e l'amore per la libertà...insomma tutto quello che ci si può aspettare da un film di Ridley Scott. Gli attori sono bravissimi, ma d'altra parte abbiamo di fronte Russel Crowe, Cate Blanchett (perfetta nel ruolo di Lady Marian), William Hurt ed uno strepitoso Max von Sydow. Insomma se vi piace il genere cappa e spada con ambientazione medievale (che io adoro) allora Robin Hood è il film che fa per voi.

lunedì 22 febbraio 2010

Paranormal Activity

Sabato pomeriggio siamo andati a vedere il film al Trianon di Roma. Abbiamo scelto l'orario pomeridiano proprio per evitare di dover andare subito a casa, di notte, al buio, terrorizzati dalla proiezione. In sala eravamo appena in sette...per fortuna non eravamo da soli! Si spengono le luci, inizia il film...
...dopo novanta minuti finalmente termina il film.14 euro buttati. Che delusione...credo che effettivamente il film abbia terrorizzato solo Steven Spielberg. La trama è abbastanza semplice. A San Diego, nella casa di Micah e Katie, accadono cose strane. Si scopre ben presto che Katie, dall'età di 8 anni, è perseguitata da una presenza che, soprattutto durante la notte, la osserva mentre dorme. Di questa presenza Katie ha più volte percepito il respiro e l'ha sentita bisbigliare. Micah decide di risolvere tutto comprando una videocamera professionale e filmare la propria stanza durante la notte. In effetti Micah riesce ad immortalare movimenti di porte, lenzuola, luci che si accendono da sole, rumori di passi per le scale ecc. Tentando un ultimo esperimento, spargendo del borotalco sul pavimento, Micah riesce anche a filmare le impronte del demone (un piede composto da sole tre dita, il che fa capire che non è per niente umano...). L'uso della telecamera e di una tavola ouija, vale a dire una tavola con le lettere dell'alfabeto utilizzata per comunicare con l'aldilà, fanno infuriare sempre di più il demone, che si impossessa in almeno due occasioni del corpo di Katie.
Il film è stato girato in appena 10 giorni nella casa del regista israeliano Oran Peli, con un budget di soli 15.000 dollari, tanto che i due protagonisti sono stati pagati appena 500 dollari l'uno (somma giustamente rivista dopo gli incassi milionari degli ultimi tempi). Il finale proposto non è l'unico ideato, ma è quello consigliato al regista da Steven Spielberg.
In conclusione il regista è divenuto milionario grazie al nulla...si perchè naturalmente nel film il demone non compare mai...si vedono solo porte che sbattono, ombre, rumori di passi, lenzuola che si muovono...insomma un film del genere lo poteva girare chiunque. Questo è, d'altra parte, uno degli aspetti che lo possono rendere realistico (chi non si spaventerebbe nel sentire un rumore proveniente dalla stanza buia in fondo al corridoio?), oltre al tipo di riprese in stile falso documentario. Tuttavia si capisce clamorosamente come la trama sia pilotata da un comportamento privo di logica...voglio dire, se avessi un demone che mi perseguita uscirei di casa, farei venire una sacco di persone a dormire da me, chiamerei la polizia o tutta la comunità scientifica (ho anche il filmato!) per tentare di risolvere la situazione....e invece niente, tipico comportamento da film dell'horror americano, dove il protagonista fa di tutto per cercare di morire! Il finale poi, è decisamente deludente...bastava veramente poco per cambiarlo radicalmente.

lunedì 8 febbraio 2010

Avatar


Sabato sono andato a vedere Avatar, l'ultima fatica di James Cameron. Un film prospettato come un capolavoro, dopo il quale tutto sarebbe stato diverso, insomma un punto fermo nella storia del cinema.
Dunque...si tratta sicuramente di un bel film, ma forse ho un concetto di capolavoro un pò diverso. Ma andiamo con ordine: sotto l'aspetto foto/scenografico non ci sono dubbi. Il film è curato fin nei minimi dettagli. La tecnologia a supporto degli umani è fantascientifica ma possibilista: pensavo ad esempio agli schermi portatili, che non sono così lontani dall'ipad della Apple, oppure ai suite che simulano il movimento dell'uomo che li comanda, in effetti il film è realizzato con la stessa tecnologia: gli attori sono stati ricoperti di sensori in modo tale che ciascun movimento fosse poi simulato dai rispettivi avatar realizzati al computer (come il Gollum de " Il Signore degli anelli"). Il mondo creato da Cameron & Co. è davvero fantastico, così pieno di luci e colori, di natura, di personaggi e animali particolari. Immagino che ogni pianta, ogni albero o animale o insetto sia stato disegnato mille volte, anche nel dettaglio, e sotto diversi punti di vista, come se si dovesse creare la storia, cioè il passato, di un luogo che in realtà non esiste, con le sue regole, le sue leggi, i suoi ecosistemi ecc. E' però chiaro che ci sono state parecchie fonti di ispirazione: le rocce volanti mi ricordano tanto i quadri di Magritte (come "la chiave di ghiaccio" o "il castello dei Pirenei") e i robot utilizzati dai marines, sono un classico dei manga giapponesi, in particolare Patlabor (in realtà un robot simile compariva già in "Aliens: scontro finale" dello stesso Cameron!).
Ho però delle riserve riguardo alla trama. Insomma Avatar non ha nulla di epico, si tratta della solita lotta tre bene e male. In questo senso mi aspettavo qualcosa di più. La trama è debole perchè troppo semlice: l'invasione di un pianeta, l'aggressione verso gli indigeni, la loro reazione, lo scontro finale, con la classica sfida tra il buono (che si è ribellato alla causa degli umani) ed il cattivo di turno. Si accenna in minima parte a tribù indigene che si trovano in altri luoghi del pianeta. Potevano magari approfondire meglio. Quello sì che avrebbe dato un tocco di epicità. Credo, in questo senso, che i sequel contribuiranno a renderlo un capolavoro.
Un ultimo cenno al 3D. E' vero, stanca. E alla fine rischi di farti venire un mal di testa per sforzare gli occhi...ma ne vale davvero la pena, perchè riesce a conferire maggiore veridictà alla pellicola.

martedì 12 gennaio 2010

Darwin Awards


Ieri sera ho visto il film The Darwin Awards (2006) e mi è sembrato carino. Intanto sono venuto a sapere che esiste un vero e proprio premio, il Darwin Award appunto, assegnato a quanti "aiutano a migliorare il pool genetico umano, rimuovendosi da esso in modo spettacolarmente stupido". In sostanza il premio viene dato a chi si "suicida" in modo decisamente imbecille ma anche a chi, come conseguenza di un comportamento sciocco, rimane semplicemente sterile (anche in questo modo infatti il genere umano si migliora, dal momento che che la stupidità  non può riprodursi ulteriormente). Tra questi si possono ricordare il furbo che accese un accendino all'interno di un serbatoio per vedere meglio se era rimasto del liquido infiammabile o il tipo che provò il vetro infrangibile del suo ufficio in cima ad un grattacielo...Comunque sia il film mi ha divertito per le numerose comparse, note soprattutto a chi fa incetta di tv: oltre ai protagonisti Joseph Fiennes e Winona Ryder (rediviva), si fanno notare i cameo di Juliette Lewis, Julianna Margulies (la Carol di ER), Adam Savage e Jamie Hyneman di "Miti da sfatare" trasmessa da Discovery Channel, Chris Penn, fratello di Sean e recentemente scomparso ed infine i Metallica che in ben due occasioni si mostrano in un concerto dal vivo suonando la potente Sad but True.

giovedì 26 novembre 2009

Rec 2: torna l'orrore in diretta


Finalmente è pronto il nuovo lavoro di Jaume Balaguerò e Paco Plaza, Rec 2, che sarà nelle sale a partire dal 5 gennaio 2010. Erede di uno dei più bei film horror che abbia mai visto (Rec, uscito in Italia nel febbraio 2008) la nuova fatica dei due registi spagnoli si svolge all'interno di un condominio di Barcellona, in cui si diffonde uno strano virus che costringerà le autorità a mettere in quarantena l'intero edificio. Nel primo episodio le vicende sono raccontate in presa diretta da Angela Vidal e dal suo cameraman Pablo che, in cerca di scoop per la trasmissione televisiva "Mentre tu dormi"  seguono una squadra di vigili del fuoco. Chiamati presso un condominio in cui sembra ci sia una signora anziana intrappolata in casa, i vigili accorono assieme ad una pattuglia della polizia. Attirati nell'appartamento dalle urla strazianti della signora i protagonisti cominciano a rendersi conto dell'orrore in agguato.
Il film è raccontato interamente attraverso la videocamera di Pablo e le riprese sono state effettivamente realizzate con telecamere digitali per far sembrare la vicenda più realistica. Allo stesso modo di The Blair Witch Project e Cloverfield anche Rec pone lo spettatore al centro del film. Gli occhi della telecamera sono anche gli occhi dello spettatore. E' un modo nuovo di fare cinema, soprattutto nei thriller e negli horror, dettato ormai, io credo, dalla necessità che si riscontra nei più disparati campi di rendere l'utente/spettatore protagonista del contenuto. Basti pensare ai numerosi reality che ci sommergono o, soprattutto, al Web 2.0 in cui siamo noi stessi gli autori dei contenuti che troviamo online grazie ai vari facebook, youtube, flickr e quant'altro. Questa tecnica di ripresa quindi ti coinvolge, ti fa vivere l'emozione realmente, e sono sicuro che alla fine del film non riuscirete ad andare nell'altra stanza senza aver prima acceso tutte le luci...