I giochi di Simone

By Carlo Spadafora

Torno finalmente a scrivere nel blog in questa nevosa giornata di febbraio. Simone cresce, è sempre più bello e simpatico...e ha tanti amici! Quelli con cui gioca al calduccio della casa sia la mattina sia il pomeriggio e, quando fa il capriccioso, anche la sera prima di dormire...
Ve li presento:



Mucchetta: direttamente da Houston, Texas (non scherzo...è il regalo che ci ha mandato mia zia Gail dagli States) vibra e crocca. Gioco preferito durante l'epoca della navicella, intrattiene Simoncian nelle sue ormai rare puntatine sulla palestrina. A volte le vibrazioni di Mucchetta (che ricordano in effetti un muuuuuggito) provocano la grassa ilarità del bimbo.




Kangoo (o Kangù): le sue origini misteriose non permettono di stabilire se si tratti di un canguro o di un topo (come quello che porta sul retro dei pantaloni...). Il piccolo Simone vi si intrattiene con grandi abbracci, baci e strizzate di naso. Ha il compito di abbracciare e congratularsi con Simone ogni volte che finisce tutta la pappetta.
   

La scarpina: ormai piccola per i piedoni di Simone va più che bene per la sua bocca...e allora la morde, sbava e ciancica durante la sua permanenza sul seggiolone da cucina.

Pippi: si avvicina a Simone trotterellando col sottofondo musicale della sigla di Pippi Calzelunghe (Pippi, Pippi, Pippi...il nome fa un po' ridere, ma voi riderete per quello che farò!). Balla e canta davanti a Simone che alla fine la prende e la morde sulle gambine e sulla coda.


Puyol:  così chiamato per l'impressionante somiglianza con il centrale del Barça, intrattene Simone sul tappetone, sul divano, nel lettino...insomma dove capita. Si prodiga in grandissimi e affettuosi abbracci. In particolare ha il compito di raccogliere i giochi che precipitano (volutamente) in terra dal seggiolone, quando Simone ci fa compagnia in cucina.

Ga el SUB!

By Carlo Spadafora

Un mese esatto c'è voluto per essere trasferiti nella stanza della terapia sub-intensiva.
Non che sia cambiato molto: Simone è sempre nella sua incubatrice, ma è un altro passo avanti ed una dimostrazione di fiducia da parte dei medici. La notizia è stata un po' inaspettata anche se era nell'aria.Stamattina mi sono presentato all'ospedale solo per caso...un pò la festa della mamma, un pò Simone compiva un mese esatto, un pò volevo stare un con lui un po' di più...appena arrivo mi mettono subito al corrente delle novità: Simone ha fatto la cacca da solo!!! wow...devono cambiare il catetere per la trasmissione dei medicinali e soprattutto la Sub. L'impatto con la nuova realtà è stato buono, anche se bisogna trovare una nuova organizzazione degli spazi...ci siamo trovati un po' strettini!

Il diario di Simone

By Carlo Spadafora

Ogni giorno è una piccola conquista, un piccolo traguardo raggiunto. Simone cresce regolarmente. Ormai è arrivato a 1300 gr e oltre. Da qualche giorno non ha più il sondino che lo alimenta ma prende il latte direttamente dal biberon.  Poca cosa, ora siamo arrivati a 8 ml a pasto (8 pasti al giorno), ma è una gioia vederlo svuotare il poppatoio in una sorsata... Un vero sfrocedato. Povero! Dopo che ha mangiato credo rimanga sempre con la fame. Comunque il momento del biberon si è rivelato per ora uno dei migliori perché lui poi rimane sveglio in braccio al papà o alla mamma in contemplazione, con due occhioni sgranati colmi di attenzione. E quanti complimenti dalle infermiere per Simo. Addirittura ci hanno riferito che in nostra assenza gli parlano romano per farlo sentire a casa...
Oggi il dottor Dileo ha fatto un piccolo intervento su Simoncino: si sono accorti che aveva il frenulo della lingua un po' troppo corto e questo avrebbe potuto comportare difficoltà di suzione e problemi di linguaggio più avanti nel tempo e così... zac, una piccola sforbiciata e via. E Simo è stato bravissimo a non piangere quasi per niente.
Oggi c'è stato un incontro tra genitori per parlare della nostra esperienza, da cui ancora una volta è arrivata una conferma sulla scelta fatta di venire fino a Torino. Siamo lontani da casa, dalle nostre cose, da amici, genitori e parenti, la vita è faticosa ma il modo in cui trattano noi e Simone credo sia impareggiabile. La cosa migliore è proprio questa continua interazione tra genitore e bambino che loro cercano di favorire in ogni modo, a tutto vantaggio del bimbo che cresce ogni giorno con gli affetti, le attenzioni e le certezze che porterà con se per tutto il resto della vita. E allora un grazie a tutto il personale della TIN!

Simone

By Carlo Spadafora

Da tanto tempo non scrivevo sul blog. Alla fine sembra che non ci sia mai tempo per fare nulla, anche se bastano pochi minuti a scrivere due righe e caricare un paio di fotografie. Ma bisogna trovare almeno un po' di ispirazione, qualche minuto libero e avere a disposizione la tecnologia adatta. E poi ci sono gli eventi che ti trascinano, che ti fanno passare per la testa tanti di quei pensieri che rimarranno per sempre tali, senza che abbia avuto la forza o il coraggio di metterli per iscritto. In questi mesi avrei voluto scrivere tanto. Sarebbe bello avere un registratore di pensieri. E alla fine eccomi qui...a parlare finalmente di Simone.
Ha fatto il suo ingresso al mondo in silenzio, col suo passo felpato, il passo di un bambino nato forse troppo presto, il passo di un bambino leggero, di appena 1015 grammi. E' nato dopo 32 settimane di gravidanza. E' nato l'8 aprile 2011. Il regalo più bello per il papà che proprio l'8 aprile compiva 37 anni.
Ciao Simone, non vedevo l'ora di conoscerti...

La legge del più forte

By Carlo Spadafora

Nel football americano raramente si vince per fortuna. Nel corso di un campionato vittorie e sconfitte determinano la posizione di una squadra in classifica...poi però ci sono i play off, dove conta soltanto vincere. I Seattle Seahawks avevano passato il turno di wild card superando a sorpresa, ma meritatamente, i Saints. Nel turno successivo però, contro i Chicago Bears, non hanno avuto scampo (35-24). Seattle può comunque ritenersi soddisfatta della stagione.
Una partita orribile è stata quella tra i Baltimore Ravens ed i Pittsburgh Steelers, non perchè siano mancate le emozioni, ma perchè ci sono stati tantissimi errori difensivi e disattenzioni dei quarterbaks. Alla fine del primo tempo i Ravens chiudevano in vantaggio 21-7, grazie a due turnovers tramutati in touchdown. Disastro Pittsburgh!
Poi qualcosa è cambiato. Probabilmente Mike Tomlin, head coach degli Steelers, ha fatto il diavolo a quattro negli spogliatoi e il match ha totalmente cambiato direzione. La squadra è stata messa nelle sapienti e capaci mani di Ben Roethlisberger, il quarterback, ed ha segnato ben 24 punti, ribaltando il risultato e raggiungendo la quinta finale del campionato AFC in dieci anni.
Gli Atalanta Falcons che avevano chiuso la regular season con il secondo miglior piazzamento in classifica (13 vittorie e 3 sconfitte) sono stati demoliti in casa dai Green Bay Packer, trascinati da un monumentale Aaron Rodgers (nella foto). Nel secondo e terzo quarto i Packers hanno messo a segno ben 42 punti! Agli avversari solo le briciole. E i prossimi saranno i Chicago Bears nella finale di Conference.
L'altra grande sorpresa è stata l'eliminazione dei New England Patriots, primi in classifica nella lega (14-2) e superfavoriti per la vittoria finale. Ma domenica sera Tom Brady non era in forma. E la difesa ha fatto il resto, permettendo ai New Jork Jets di atterrare il loro quarterback per ben 5 volte. New York sempre avanti nel punteggio. Un bravo a Mark Sanchez per come ha tenuto le redini del match. Risultato finale 28-21.

Al via la corsa al Super Bowl

By Carlo Spadafora

Il Superbowl è sempre più vicino e, come diceva il poeta, quando il gioco si fa duro...i duri iniziano a giocare! Sabato e domenica si sono disputate le prime partite di play off della National Football League. Prima grande sorpresa è stata l'eliminazione dei campioni in carica dei New Orleans Saints da parte dei meno quotati Seattle Seahawks che avevano chiuso la regular season con appena 7 vittorie e ben 9 sconfitte, ma che avevano trovato un posto nelle wild card perchè nessun'altra formazione aveva fatto meglio nella stessa division. Il risultato finale (41-36) ha dimostrato comunque l'ottimo stato di forma di Hasselbeck, quarterback di Seattle e più in generale la variabilità delle combinazioni offensive dei padroni di casa: da quanto ho capito dalla telecronaca in inglese di Espn America i Seattle sono la squadra che nel corso del campionato ha provato più soluzioni e schemi offensivi di tutti. La partita è stata etichettata addirittura come "memorabile" sul sito della NFL.
Non ho seguito il match tra i Baltimore Ravens ed i Kansas City Chiefs, ma il risultato di 30 a 7 lascia poco spazio all'immaginazione.
I New York Jets si impongono di misura sui Colts di Indianapolis (17-16). Qui la sfida era tutta fra i quarterbacks Peyton Manning per i Colts (già campione NFL nel 2007) e Mark Sanchez. Alla fine quest'ultimo ha dimostrato di poter fare la differenza, nonostante qualche smarrimento iniziale.
L'ultima sfida ha riguardato i Green Bay Packers che hanno espugnato il campo dei Philadelphia Eagles. Green Bay è una squadra di tradizione, che finisce sempre ai play off e cerca di dire la sua per la vittoria finale. Così è stato anche questa volta ed il punteggio finale (21-16) è stato alla fine un po' bugiardo. I Packers hanno dominato, trascinati dai lanci di Aaron Rodgers, mentre Starks ha fatto il resto infilando più volte la difesa avversaria con le sue corse. Magnifica poi la prestazione del colossale Matthews (nella foto)...un vero vichingo!
Sabato e domenica si disputeranno le semifinali di conference in cui entreranno in gioco i più quotati New England Patriots e Atalanta Falcons (ma io tiferò per gli Steelers)...ci sarà da divertirsi.

Kings Of Leon - Notion NEW!!! Official Music Video

By Carlo Spadafora

Tombini dal mondo

By Carlo Spadafora

Mmm...un bel progetto fotografico mi è balenato nella mente. Magari mi potete dare una mano.
Ho notato che in molte città europee i tombini delle fogne recano un'immagine caratteristica, come se fossero simbolo della città stessa. Finora ne ho fotografati quattro.

Cordoba
Bergen
Trondheim
Sandefjord

Norvegia - giorno 20

By Carlo Spadafora

Anche oggi ci siamo imbattuti nella ormai proverbiale fiducia dei norvegesi. È una costante del viaggio e spesso ci siamo chiesti come possano affidarsi tanto al prossimo. Vuoi prenotare una stanza? Ok. Un acconto? No grazie, non c'è bisogno... Ieri sera abbiamo cenato nel ristorante del campeggio, ma al momento di pagare non c'era collegamento per il pos quindi dovevamo pagare in contanti...e noi non avevamo una lira! Il tipo ci fa un sorriso e dice che possiamo lasciare i soldi al gestore del campeggio la mattina successiva! E ancora...andiamo a visitare una conformazione rocciosa particolare sulla strada per Oslo. Un cartello avvisa che per fare la strada fino al luogo della visita bisogna pagare circa 3 euro e vicino c'è un box con penna e buste da compilare in cui inserire i soldi...un museo fai da te insomma... Uno avrebbe potuto visitare la conformazione e andarsene e invece paga perché si sente di doverlo fare, perché qualcuno si è fidato di te. È una bella sensazione. Comunque oggi è l'ultima sera di un viaggio fantastico che non mi ha fatto sentire lontano da casa. Grazie anche alla graziosa Sandefjord che ci ha regalato una cena spensierata in riva al mare...

Una succulenta cenetta
Abbasso la caccia alle balene!!!
Il vero Medioevus...


Norvegia - giorno 19

By Carlo Spadafora

Giungiamo a Trondheim verso le 16. È domenica e la domenica non dite a un norvegese di fare qualcosa perché non vi darà ascolto. Tutti i musei chiudono alle 16, pochissimi supermercati sono aperti e solo nelle grandi città. Le strade sono deserte, o meglio, le persone normali restano a casa e in giro si trovano solo loschi figuri, mezzi ubriaconi e gentaglia. Questa è l'impressione che mi lascia una fredda e piovosa Trondheim. Ma il giorno dopo, lunedì, è tutta un'altra musica. Tantissima gente in giro, sole, caldo, musei aperti...il mio giudizio cambia totalmente. Vediamo la bella cattedrale di Nidaros, salendo fino in cima alla torre per ammirare il panorama dall'alto. Tralasciamo il Bryggen, unica nota positiva della passeggiata del giorno prima. Riusciamo a stampare il check-in della Ryanair nella funzionalissima biblioteca pubblica.

Il Gamle Bybru
Il Bryggen di Trondheim
La cattedrale Nidaros

Prendiamo un panino da McDonald e via verso Roros città mineraria nella zona centro meridionale della Norvegia. Una visita di un paio d'ore può essere più che sufficiente per questo bel villaggio con casette di legno molto caratteristiche ma niente di più. Di nuovo in viaggio verso Dalholen sperduto villaggio che in un momento critico ci regala vitto alloggio e benzina!
Le miniere di rame di Roros
Roros

Norvegia - giorno 18

By Carlo Spadafora

Ieri sera abbiamo fatto un giro per Narvik. Non so perché la guida Lonely Planet definisse orribile il centro di questa cittadina, che da buttar via proprio non è. Gradevole, vivace soprattutto in un locale con musica dal vivo all'aperto, e affascinante per via del caldo, del sole e, una volta tramontato questo, per via delle luci serali. Già perché praticamente per la prima volta vediamo una città illuminata. Tanto più che siamo riusciti a vederla dalla collina sovrastante, prendendo la funicolare verso mezzanotte. Si riuscivano a vedere perfino le isole Lofoten in lontananza.

Mmmm...dove possiamo andare ora?
I nuovi suv norvegesi


Panoramica di Narvik
 Oggi invece solo macchina. Siamo arrivati fino a Dalsgrenda per dormire nell'Yttervik Camping giusto quando è uscito il sole. Tra l'altro nel tragitto abbiamo rischiato di mettere sotto una pecora che si era spinta al centro della strada, giustamente dietro una curva.
Altre curiosità? In Norvegia si prendono tanti traghetti! Noi ne abbiamo presi ben 15. Si fa la fila, si paga (quando si è in fila, ma anche una volta entrati o addirittura bisogna andare all'ufficio dentro al traghetti) e si sale. Di solito c'è sempre una bar per prendere un caffè ed un dolce anche solo per 10 minuti di traversata.

Norvegia - giorno 17

By Carlo Spadafora

La cena da Sven Hengholm è stata sublime: polpettte di renna, patate e brokkoli, panna acida e una fantastica salsa di ribes...una droga! Il posto è veramente bello ma ha un difetto enorme: le zanzare ti mangiano letteralmente vivo.
Oggi abbiamo visitato il villaggio di Kautokeino, che dovrebbe ospitare molte persone Sami. In realtà a parte una signora vestita in costume Sami non abbiamo notato nulla di particolare. Abbiamo però visitato il centro d'arte creato da tale Juhls' Sølvsmie con la moglie Regine, rinomato soprattutto per le creazioni di gioielli in argento...e qui ho comprato il regalo a mia madre che proprio oggi compie gli anni: AUGURI MAMMA!
Poi rapido passaggio in Finlandia e Svezia attraverso un paesaggio monotono e finalmente di nuovo in Norvegia a Narvik.
Tanto per parlare di alune curiosità scandinave o informazioni pratiche per chi dovesse venire da queste parti: utilizzate le cucine dei vostri alloggi. A meno che non dormiate in hotel, ma credo di no visti i prezzi, ogni stanza, appartamento, casetta ecc. possiede un cucinino a volte con pentole e piatti. È un buon modo per risparmiare.
Se visitate la Norvegia in auto attenti ai tunnel. Ce ne sono centinaia, alcuni addirittura sottomarini (altro che tunnel della Manica), ma sono poco rifiniti, scarsamente illuminati e col fondo stradale pessimo.
Volete comprare una birra? Fatelo la mattina o nel primo pomeriggio perché poi è praticamente impossibile. Ci sono leggi severe circa il consumo degli alcolici!

Norvegia - giorno 16

By Carlo Spadafora

Tre ore in macchina per arrivare a Karasjok, la capitale politica dei Sami. Più che una città è un villaggio con poche case, un parco a tema sulla cultura Sami ed il parlamento di questa popolazione.

Il parlamento Sami
Stasera si dorme all'Engholm Husky Lodge un villaggio di una decina di case costruite interamente da Sven Engholm. Le case, edificate interamente in legno anche nei minimi dettagli, sono deliziose anche se in alcuni aspetti poco funzionali (Iara sbatte dappertutto). Ci sembra di stare in un villaggio elfico creato da Tolkien. In più Sven possiede una trentina di cani da slitta che a volte fanno un casino assurdo, iniziando ad ululare ed abbaiare. Ma ci sono anche i cucciolotti che ti fanno un sacco di feste!

Lassù c'è la nostra casetta all'Engholm's Lodge

Norvegia - giorno 15 - epilogo

By Carlo Spadafora

Sei a Capo Nord ma sai già che quello non è il vero punto più settentrionale dell'Europa, che si trova in realtà in un promontorio vicino. Che fai, decidi di fregartene e di accomunarti alla massa oppure decidi di fare le cose per bene? Noi abbiamo scelto di fare le cose per bene e, siccome una volta fatto 30 si può benissimo fare 31, decidiamo di partire per l'escursione alle 21, sperando di trovare il sole di mezzanotte nonostante sia nuvoloso. Raggiungere Knivskjellodden significa percorrere un sentiero di 9 km ad andare e altrettanti al ritorno. La guida dice che si possono trovare difficoltà quando ha piovuto ma che in genere il percorso si compie in due ore e mezza a tratta. Ora io non so se l'abbiamo fatto davvero, ma a ripensarci mi sembra di aver vissuto un sogno, un episodio onirico. Parcheggiamo la macchina in un banco di nebbia che non si vede a 30 metri, ci accertiamo che il sentiero sia comunque visibile anche a distanza e partiamo, non senza lasciare un biglietto sul cruscotto in cui indico data, ora di partenza e numero di cellulare...non si sa mai. Superiamo una collina, ne percorriamo un'altra...subito tra la nebbia scorgiamo forme indistinte che si muovono intorno a noi...sono renne!

Le renne nella nebbia
 Arriviamo in una vallata e comincia il terreno acquitrinoso, difficile da attraversare perché ti costringe a scegliere il percorso migliore e quindi ti rallenta oltre a farti rischiare di cadere o di inzupparti i piedi. Comincia a cadere una leggera pioggia. Continua così per circa 2 ore e mezza, tra renne, terreni fangosi, salite tra sentieri pietrosi e raggiungiamo il segnale che abbiamo percorso appena 6 km! Ma davanti a noi si vede il Knivskjellodden e sulla nostra destra il promontorio di Capo Nord. Scendiamo verso la costa, il sentiero sembra più facile quando scopriamo che in realtà si inerpica tra scogli scivolosi e zolle d'erba completamente imbevute d'acqua. Lo sconforto è tanto ma sai che ormai sei in ballo e devi continuare. Dopo 3 ore e 15 di cammino arriviamo al monumento che segnala il punto più a nord dell'Europa.

Finalmente al nord...
...al Knivskjellodden
In lontananza si vede Nordkapp
Hanno anche costruito un box in cui c'è un registro su cui scrivere il proprio nome. Andando poi al campeggio o all'ufficio del turismo e comunicando il numero di riferimento otterremo il certificato che immortala la nostra titanica impresa. Dopo una banana e della cioccolata si riparte. Dopo 7 ore totali di sfacchinata, esausti, con i piedi ormai zuppi e qualche acciacco (Iara è caduta due volte) arriviamo alla macchina. Tra l'altro nel tornare al campeggio alle 4,30 del mattino investo anche un gabbiano, che però riparte prontamente in volo. Voglio
Soltanto riportare quello che ha scritto Iara sulla Moleskine, la nostra agendina da viaggio: "siamo riusciti ad arrivare a Capo Nord senza andare a Capo Nord, ovvero senza sottostare alle leggi del turismo globale e invece vivendo il raggiungimento del traguardo con uno spirito d'avventura senza uguali. Così sì che ci ricorderemo per sempre quanto sia stato faticoso raggiungere Capo Nord". Rivivo l'esperienza di ieri con un pò di commozione e con la speranza di avervi regalato un sogno.

Norvegia - giorno 15

By Carlo Spadafora

I norvegesi sono dei marcantoni, dei bei ragazzoni alti e robusti...e allora perché, secondo voi, i letti sembrano quelli dei sette nani? Piccoli e stretti e incassati tra tavole di legno che neanche riesci ad allungare i piedi fuori dal letto! Insomma una notttaccia. E al risveglio un micino davanti alla porta della nostra cabina va a caccia di topolini: ce ne porta ben due (uno se lo pappa sotto i nostri occhi...). Abbiamo un pò di tempo e decidiamo di visitare Alta. Signore e signori una delle città più brutte della storia. All'inizio siamo passati con la macchina e ci siamo detti: beh, qui sarà la zona dei centri commerciali. No, era la piazza centrale!

Il monumento all'ardesia
Una partita a scacchi ad Alta...perchè no?
Il centro di Alta


Scappiamo a gambe levate verso Capo Nord e lungo il percorso vediamo centinaia di renne. Addirittura bisogna fare lo slalom e fermarsi perché si rischia di investirne qualcuna.

Una manciata di renne

Per arrivare a Capo Nord, che sorge su un isola, si fa un tunnel che passa sotto il mare e si pagano circa 20 € a tratta. Ci fermiamo al Nordkapp Camping, dove abbiamo preso una stanza matrimoniale e che la guida descrive come desolato. In effetti non hanno tutti i torti ma la cosa più brutta è l'eco-mostro del Rica Hotel che sorge alle nostre spalle. Comunque ci sono tutti i confort, compreso wifi, lavatrice e asciugatrice che usiamo subito per fare un pò di pulizia e cucina attrezzatissima.
Cena liofilizzata ed escursione a Knivskjellodden di cui parlerò domani perché va metabolizzata!

Norvegia - giorno 14

By Carlo Spadafora

Da una renna sul piatto ad una renna in carne e ossa. Oggi siamo andati ad Alta ultimo insediamento serio (19000 abitanti) prima di Nordkapp. Sulla strada continuavamo a trovare i cartelli stradali che indicavano pericolo di attraversamento renne...la prima l'abbiamo purtroppo incontrata morta dentro una galleria. Poi ne abbiamo viste alcune che brucavano l'erba ai lati della carreggiata, poi addirittura in un centro abitato e infine una decina di renne trotterellava tranquillamente per la strada tra i moccoli degli automobilisti...che spasso.
La tragedia è stata trovare una piazzola di sosta per azzannare due panini. Perché essendo un pò sofisticati ne cercavamo una che avesse anche un tavolino...beh, è stata una lotta con gli altri automobilisti perché non se ne trovava una e quando finalmente l'abbiamo trovata più di un passante ci ha guardati in cagnesco.
È strano che più ci avviciniamo a Nordkapp e più fa caldo: oggi inaspettatamente facevano 20º.
Ad Alta abbiamo visitato il sito archeologico delle inisioni rupestri fatte dalle popolazioni locali tra i 6000 ed i 2000 anni fa...vada per le incisioni in sé, ma secondo me quelle colorate le hanno dipinte loro vent'anni fa: non è possibile che coesistano incisioni colorate e non, ma soprattutto che a distanza di duemila anni abbiano utilizzato lo stesso colore per dipingerle!!!!

Le incisioni rupestri di Alta
Una barca fluttuante!

La sera si conclude con un bell'acquazzone e con noi nella nostra cabina da campeggio a mangiare pizza e a bere birra.

Più che un campeggio sembra la casa di un ...ehm

Norvegia - giorno 13

By Carlo Spadafora

Partenza dallo Stave Camping in direzione di Tromso. Prendiamo un paio di traghetti per tagliare un pò di strada e vedere l'isola di Senja, che sembra sia bellissima. Purtroppo la nebbia che oggi è improvvisamente sorta non ci peremette di vedere un cavolo...grazie nebbia.

La nebbia è come una mano che ti ghermisce....ehehehe

Arriviamo a Tromso e con molte difficoltà troviamo la Home Sleep di Kirstine Aase che ci ospita nella sua bellissima casa in stile norvegese. Visita della città (cattedrale artica e funicolare) e ristorantino del centro molto caratteristico, in cui finalmente mangiamo la renna...buona e a sorpresa delicata...mi aspettavo un sapore più forte.
La città di Tromso
La cattedrale artica

Norvegia - giorno 12

By Carlo Spadafora

Oggi tenteremo un incontro ravvicinato con le balene, abbiamo infatti prenotato un'escursione da Andenes di circa 5 ore in mare aperto per l'avvistamento dei cetacei. Nonostante il cielo sia terso e faccia anche un discreto caldo (14º) la barca si muove un pò troppo e cominciamo ad accusare il colpo (stavolta io più di Iara).

Iara durante il Whale Safari
Comunque alla fine portiamo a casa tre avvistamenti di balene sbuffanti che si immergono nell'oceano mostrandoci la loro bella codina. Tra l'altro scopriamo che la pinna caudale (credo si chiami cosi, comunque quella della coda) delle balene è diversa da un esemplare all'altro ed è quindi come una carta d'identità.

Un capodoglio
...e la sua codina!

Dulcis in fundo, tornati al campeggio abbiamo la possibilità di utilizzare una delle piscine calde: acqua a 38º, idromassaggio, temperatura esterna 12º, tramonto infinito del sole di mezzanotte sullo sfondo (erano le 22!)...tutto questo non ha prezzo...anzi si, 500 corone! Comunque ben spese.
Hot pool!!!
Che bellezzaaaa
Lo splendido Stave Camping

Norvegia - giorno 11

By Carlo Spadafora

Finalmente Lofoten. Cominciamo il giro da Reine: l'intenzione è di scalare la montagna che la sovrasta per ammirarla dall'alto, ma l'impresa si dimostra più difficile del previsto ed abdichiamo.

Reine
Reine

Allora ritorniamo a Sakrisøy, dove abbiamo dormito, e nel negozietto di pesce ci facciamo preparare due succulente baguette col salmone. Ci affacciamo a Ramberg dove troviamo splendide spiagge di sabbia bianca con un'acqua limpida da far impallidire le Maldive... Peccato che fanno circa 12 gradi.

Le Lofoten...
...e le sue spiagge caraibiche
Che belle!

Poi visitiamo la pittoresca Nusfjord e Henningsvaer, che non è granché ma il percorso per raggiungerla è davvero magnifico. Queste Lofoten ti incantano davvero con i paesaggi e i villaggi caratteristici.

Henningsvaer

Di corsa verso Andenes, anzi allo Stave Camping delizioso campeggio in riva al mare su una splendida spiaggia di sabbia bianca. Abbiamo prenotato una casetta vista mare da cui possiamo ammirare il sole di mezzanotte mentre mangiamo una pasta al pesto siciliano, insalata e filetto. Naturalmente alle 23.30 scendiamo in spiaggia ad immortalare questo strano fenomeno. È impressionante vedere il sole che scende fino al limite dell'orizzonte per non varcarlo mai e ricominciare a salire! Domani cercheremo di utilizzare anche le hot pool cioè piscine d'acqua a 38º proprio di fronte alla spiaggia.

la nostra stanza...



...con vista spettacolare





il sole di mezzanotte...o quasi
che bellezza!